mercoledì 8 maggio 2013

Parlando di lavoro in Italia…


Quando si parla di disoccupazione in Italia e si riportano, più o meno puntualmente, dati e percentuali, non ci si rende spesso conto del concreto dramma che si può celare dietro quei numeri.
I dati Istat ci dicono che il tasso di disoccupazione in Italia è all’11,5%. Il numero basso quasi ci suggerisce una situazione tutto sommato ancora recuperabile. Sentiamo poi, inoltre, che, nonostante paesi trainanti come la Germania abbiano conseguito risultati ragguardevoli, il tasso di disoccupazione generale dell’eurozona è persino peggiore di quello italiano (si attesta sul 12,1%). Quando distrattamente ascoltiamo questi numeri al tg, potremmo anche ritenerci sollevati.
Se si ha la fortuna di possedere una casa, un lavoro dignitoso e magari una famiglia, non ci si preoccupa del fatto che altri nel Paese non trovino occupazione. E’ facile pensare che se qualcuno non abbia lavoro sia un problema suo. Al massimo si può provare un vago senso di dispiacere, si può inveire un po’ sullo Stato che non interviene, sulla crisi in generale o si azzardano discorsi sui danni dell’Euro e della modernizzazione.
Di fatto poi la situazione è ben più complicata di come non possa apparire ad uno sguardo superficiale. Troppo spesso dimentichiamo che la Terra è tonda, la fortuna gira e che dipendiamo gli uni dagli altri molto di più di quanto non si creda. Se è vero che quando abbiamo un lavoro ci sentiamo un po’ più a riparo, tanto da permetterci piccoli-grandi investimenti ed acquisti, è anche vero che la disoccupazione degli altri va a minare direttamente anche il nostro stesso futuro.
Si pensi al sistema pensionistico italiano. Ci concentriamo sempre sull’età necessaria per raggiungere l’agognata pensione, magari ne immaginiamo con apprensione l’importo, ma tutto sommato la comprensione generale della questione finisce qui. D’altronde i calcoli pensionistici sono così variabili e modificati nel tempo che è difficile per l’italiano medio capirci qualcosa fino al giorno della fatidica prima pensione (se si ha la fortuna di arrivarvi!).
Per capire come funziona, in maniera semplificata ma efficace, si deve immaginare il fondo pensione come una cassa comune in cui i lavoratori di oggi versano soldi per saldare le pensioni di chi ora ha l’età giusta per ritirare quanto ha personalmente versato negli anni. In sostanza si tratta di un salvadanaio che viene rimpinguato da più persone negli anni. I più anziani riscuotono quanto hanno versato da giovani e i più giovani versano in previsione di quando saranno vecchi.
Tutto va bene finché si versa e riscuote la stessa cifra, ovviamente negli anni l’inflazione, le spese sociali, ecc. fanno sì che quanto si è versato anni prima abbia poi un valore differente (ricordate “se potessi avere 1000 lire al mese”? Beh, all’epoca era un ottimo stipendio! Poi l’inflazione ha dato un valore diverso al denaro. I contributi dati su 1000 lire quanto potevano valere dopo trenta anni? Ed in questo intervengono parzialmente i contributi delle generazioni successive e le gestioni finanziarie fatte sui fondi versati).
Torniamo ad oggi. Una marea di giovani, studia, cerca lavoro e non lo trova. Problema loro?! Certo, ma anche di tutta la società. Un giovane che non lavora è un giovane che non ha entrate, non versa contributi (per se e per gli altri), non può permettersi spese (ossia entrate che mancano a negozi e servizi, quindi stallo dell’economia), grava sul proprio nucleo famigliare (se ve ne sono le condizioni) oppure si ritrova disperso nella società (con conseguente degrado per sé e per la società stessa che, se può, se ne fa carico economicamente). Niente contributi vuol dire cassa vuota e non solo per il giovane di oggi.
Solo in questa chiave di lettura si può avere una percezione lievemente più ampia della situazione lavorativa in Italia e di quanto ne consegue.
Il lavoro per i giovani è dunque essenziale per l’intera nazione, affinché possa sopravvivere e crescere.
Si aggiunga poi a questo quadro, già di per sé allarmante, quanto possa essere insidiosa la giungla del lavoro al giorno d’oggi. I giovani, magari anche laureati, si trovano dispersi in un mercato del lavoro fatto di annunci stantii ben distanti dalle proprie aspirazioni, generalmente concentrati su posizioni commerciali a provvigione, porta a porta e call center. Non si tratta dell’essere “choosy”, gli schizzinosi della Fornero, ma di un vero e proprio blocco delle professioni. Ovviamente, se la gente non va in pensione, restano disponibili solo lavori precari, poco redditizi e faticosi. Per il resto poco si smuove. Poi il bel Paese, si sa, vive un po’ di spintarelle.
Magari anche altre professioni vi sarebbero disponibili, ma comunque non si riescono a trovare in tempo gli annunci di lavoro che già qualcun altro ti brucia sul tempo! Puoi passare anche tutti i giorni tra i principali siti di offerte di lavoro ed i giornali specializzati. Possono trascorrere mesi prima che si smuova qualche lavoro utile o magari affine alle personali competenze. Ormai c’è il problema dei super qualificati! Delle persone che hanno studiato tanto, seguendo la speranza che l’impegno sarebbe stato ripagato.
In questo quadro in cui è facile sentirsi abbandonati. E’ ancor più facile perdere la voglia di lottare. La cronaca, oltre ai dati statistici riporta anche le storie di quanti sono rimasti schiacciati in questo sistema di non lavoro, di paura e di debiti. Stare senza lavoro è doloroso a qualsiasi età, ma l’imbarazzo che si crea quando si ha una famiglia sulle spalle o si avverte il peso dei propri sottoposti, è spesso così lacerante da portare a gesti estremi. Non a caso aumentano i suicidi, soprattutto tra quanti - non più giovanissimi - hanno ancora più difficoltà a trovare lavoro e a reinventarsi.
Il consiglio unico in uno qualsiasi dei casi descritti è non arrendersi mai! Continuare sempre a cercare annunci di lavoro, occasioni, speranze. Non lasciare mai che le paure prendano il sopravvento. Un modo di andare avanti ci sarà sempre, magari pure chiedendo aiuto per un po’. Tanto, c’è da starne certi, la fortuna prima o poi gira. In un senso o nell’altro.

Cat.

mercoledì 20 marzo 2013

Occupando Blogger- primo atto ufficiale


Credo che il titolo di questo blog già spieghi bene l’intento con cui comincio a scrivere queste righe.
Eccomi qui, trascorso quasi un anno dalla mia inutilissima laurea in lettere mi ritrovo ad avere ancora il problema del tempo da impiegare.
Perché è un po’ così, quando il tempo libero è il 100% non lo apprezzi nemmeno più e ti ritrovi a non sapere bene cosa fare, vagando per casa o sul web.  Passati i 5 minuti quotidiani al giorno in cui controllo le graduatorie e guardo le (pochissime) nuove offerte di lavoro uscite a Taranto… restano 23 ore e 55 minuti da impiegare.
Io che ferma non ci so stare, devo pur trovare un divertissement ed ho pensato di condividere in questo spazio web qualche pensiero, sperando che a dividere con me questo tempo ci possa essere qualcun altro che condivida la mia stessa condizione ed abbia voglia di scambiare con me informazioni ed impressioni.
 Se penso alle ultime stime, il target di questo blog dovrebbe essere quanto meno un 38,7 % della popolazione italiana…. che non sarebbe male come numero di follower  :D ahaha (alla facciaccia di Google adsense che mi ha bannata l’anno scorso senza uno straccio di spiegazione, ma questa è un’altra storia).
Cari colleghi disoccupati, siamo la maggioranza, se v’iscrivete tutti superiamo la quota dei seguitissimi blog di makeup e ricette!  Estiqaatsi.. ritiene sia cosa buona e giusta!
Ho deciso di buttarmi anche io sul blog, intanto mantengo la mente impegnata, poi.. vuoi mai ..le vie del web sono infinite, se qualcuno dovesse intenerirsi ed offrirmi un lavoro io sono qui!!!

Prossimamente su questo blog:
  • recensioni (per lo più di film, sono una cinefila incallita)
  • commenti su occasioni di risparmio (da brava tirchia congenita, se è gratis c’è più gusto!)
  • notizie sul mondo del lavoro (mi devo informare per me, tanto vale condividere qualcosa di utile, no!?)
  • inutili sproloqui (lo fanno tutti perché non posso pure io??)
  • ricette (anche io oso mettermi ai fornelli, nessun assaggiatore s’è mai lamentato! [ahahah l’ho avvelenato prima ovviamente])
  • varie ed eventuali, decise in itinere.


Bhe.. ho occupato abbastanza per un primo post!! :D ciao belli!
<-- vi saluto tutti molto caramente, col video grande capo Estiquaatsi.


Cat